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Antonio Parolini: l'arte di modellare il ferro.

COMPLETATO IL MONDO DEL COMMERCIO, È LA VOLTA DEGLI ARTIGIANI. SI INIZIA CON IL FABBRO.

Antonio Parolini è un artigiano, un fabbro che in decenni di attività ha collaborato con tante aziende del territorio; di queste aziende ricorda i nomi, i luoghi, le persone, gli incarichi.
«Inizialmente», mi dice sorridendo, «sul mio biglietto da visita avevo fatto scrivere “ferro battuto – carpenteria leggera”, in tanti mi chiedevano di realizzare opere in ferro battuto, ma i miei erano lavori d'artigianato, costavano magari un po' di più... Dopo un po' ho capito che se volevo campare dovevo togliere “ferro battuto”.»
Ma la passione resta, anche perché è una passione che viene da lontano. «Ho cominciato a realizzare i miei lavori quand'ero militare e precisamente quando ci hanno detto: chi fa la caserma bella va in licenza. Ho cominciato così, ma poi la cosa è andata molto avanti: nell'aprile del '68 ho preso parte ad una mostra voluta dal Circolo Ufficiali di Piacenza.»
Ed è da militare che realizza quello che considera il suo capolavoro: una statua di centauro collocata al centro di una fontana:
«i getti d'acqua dovevano aprirsi intorno al centauro come un bicchiere».
Ad ascoltarlo viene forse da chiedersi: è un artigiano oppure è un artista?

«Mi capita di regalare gli oggetti che produco e qualche volta chi li riceve si emoziona, dirò che per me non c'è ricompensa più grande», ci dice. E aggiunge: «un mio sogno è realizzare una scultura tutta mia da mettere in giardino».
Quando gli chiediamo quale insegnamento ha tratto dalla sua professione ci risponde: «tante volte mi hanno buttato in piscina senza che sapessi nuotare, beh non sono affogato. Insomma bisogna provarci, mai dire: non lo so fare. Si impara. Si impara facendo, si impara provando.»

Il lavoro più difficile? Quello che non ho ancora fatto. E l'opera che non avrebbe voluto cedere? Tutte.
La soddisfazione più grande?
Tante... Su YouTube c'è il video di un mio lavoro, ma non artistico, un'opera meccanica; le collaborazioni con artisti del territorio;
la vittoria al più recente Palio di Santa Giustina, i grandi fiori che compaiono sul carro li ho realizzati io.
Salutandomi mi dice in un soffio: vorrei lasciare alle persone care un ricordo di me... Gli stringo la mano e di nuovo mi chiedo:
un artigiano o un artista? Dell'artigiano ha la cura, l'affetto, la pazienza, dell'artista ha la tenacia, la volontà di lasciare una sua
traccia, l'ispirazione. Mi tengo il dubbio, e penso al contempo: un uomo d'altri tempi... O, come diceva Pratolini, un uomo d'altri
tempi come per fortuna ce ne sono in tutti i tempi.

Testata
Bellusco Informa
Autore
Monia Colaci
Pagina
26
Pagina ove continua
26
Pagina pubblicata Martedì, 11 Dicembre 2018

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