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Il paese che vorrei. Scegliersi il futuro.

Tempo fa, prendendo a prestito citazioni da un famoso scrittore, vi invitai a riflettere sul fatto che nessun uomo è un’isola.
Lo stesso concetto lo possiamo trasferire al nostro Comune ed alla nostra comunità. I problemi, ma soprattutto le opportunità
di un mondo che cambia non ci possono essere estranee.

Ma come coniugare la nostra quotidianità a temi di carattere più generale? Non è una questione semplice, spesso si cerca la strada più facile che consiste nel difendere i propri confini e le proprie comodità.
Ma forse esiste un altro modo, sicuramente più complesso ma che consente di porre in essere una azione amministrativa
più adeguata, più adatta a garantire un futuro migliore alla propria comunità.
Essere parte di sistemi più grandi e complessi, che vanno dai comuni confinanti al mondo intero, ci interroga sul significato delle nostre scelte quotidiane: pensare globalmente ed agire localmente, coordinare le iniziative in modo che siano incisive e portino a risultati in un periodo anche lungo, valorizzare la tradizione con la prospettiva di conservare i valori che ci consentono
di essere realmente comunità.

Con questa lente è più facile comprendere scelte che vanno oltre le nostre necessità immediate, progettare anche nelle piccole cose un paese che dovrà essere all'altezza dei sogni e dei bisogni dei propri cittadini.
Nel paese che vorrei ognuno dovrebbe leggere le scelte che riguardano la comunità con questa prospettiva, mettendosi nei panni degli altri e provare ad usare un metro di giudizio diverso ed un po’ più complesso.
Non è un atteggiamento di moda, anzi pare che la direzione privilegiata sia in senso opposto.
Ma a Bellusco, tante volte, così è successo.

Testata
Bellusco Informa
Autore
Roberto Invernizzi
Pagina
3
Pagina ove continua
3
Pagina pubblicata Martedì, 11 Dicembre 2018

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