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Conosciamo il maestro Italo Mattavelli

GRANDE PROFESSIONISTA NEL CAMPO MUSICALE, CHE GRAZIE ALLA SUA PASSIONE, ALLA SUA PERSONALITÀ E AL
FORTE LEGAME CON IL NOSTRO PAESE, HA CONTRIBUTO A SALVARE IL PRESTIGIOSO ORGANO A CANNE DELLA NOSTRA
CHIESA DI S. MARTINO VESCOVO.

La Chiesa di S. Martino Vescovo di Bellusco ospita un Organo a canne, un Pietro e Lorenzo Bernasconi del 1875. Utilizzato per funzioni e concerti, lo strumento è un patrimonio storico-culturale di estrema magnificenza ma, come tutti i pezzi d’epoca, ha bisogno di “cure".

È il 1976 quando l’Organo rischia la vendita ma, su insistenza del Maestro Italo Mattavelli e grazie al sostegno del Parroco Don Roberto Terenghi, lo strumento viene restaurato e rimane in paese.
Mi reco ad Ornago ad intervistare il Maestro, dopo il concerto del 2 Settembre che lo ha visto protagonista alla vigilia dei
suoi 90 anni. Pochi attimi e sono immersa nel suo mondo che mi racconta con estrema lucidità, tamburellando ininterrottamente
le dita della mano destra. Colgo subito lo spessore culturale e umano che ho davanti. Ultimo di 3 fratelli, inizia a suonare il pianoforte grazie a una suora dell’asilo “Non ricordo come ho iniziato, ho messo le mani sulla tastiera e mi sono ritrovato ad accompagnare i miei compagni cantare, avevo 4 anni”. Si diploma in pianoforte e gli viene consegnato anche quello in Corno, “strumento difficile che pochissimi scelgono”. Decide di iscriversi a Veterinaria ma è costretto ad abbandonare: inizia così ufficialmente la sua carriera nella Musica.

Entra nella Banda della Scala, inizia ad insegnare in Conservatorio e alla Civica Scuola di Musica a Milano, suona nelle Parrocchie più disparate, si esibisce in concerti, compone arrangiamenti, gestisce un Laboratorio di canto e apre un negozio di musica con la moglie Elsa. Gli chiedo del suo legame con il nostro Paese “Ho sempre avuto nel cuoreBellusco, il primo organo che ho suonato, avevo 11 - 12 anni, fu proprio quello di Bellusco. Veniva a prendermi con la vecchia Balilla a 3 marce il Gatti…Con Don Roberto, era una confessione continua, mi ricordo che oltre a impedire la vendita dell’Organo a canne, lo convinsi ad acquistare un organetto per il coro”.

Una vita, la sua, completamente dedicata alla Musica “Sono stato fortunato a fare musica, non ero uno studente facile, non capivo nulla di matematica ma la musica, la musica è pensiero”. Ipnotizzata dalla sua mano che ancora non si ferma, gli chiedo se suona tutti i giorni. “Sempre: stamattina mi sono alzato alle 5 per suonare il Magnificat”. Italo ha scelto la Musica, facendone di necessità virtù e dedicandovi con passione e costanza infinite.

Mi racconta del suo incarico di insegnante “Non avevo una classe fissa, giravo le Scuole. Se una classe andava male, mi  chiamavano e andavo là” e delle lezioni private confidandomi come, dei tanti alunni avuti, pochi hanno avuto successo “Per fare il Musicista ci vuole personalità e un carattere impositivo”.

Affascinata dai suoi infiniti racconti, gli chiedo delle trasferte. “Da dove inizio? Ho girato il mondo 3 volte ma senza aver mai
visto niente, c’erano il trasporto, le prove, le esecuzioni”. Il luogo preferito mi dice essere Israele e la Terra Santa ma poi aggiunge
“L’Italia però è il migliore: abbiamo la cucina più buona, le donne più belle, un clima stupendo e poi, i colori della Brianza,
fai 500 metri e cambia tutto”. Prima di salutare il Maestro non posso non chiedergli quale sia il suo compositore preferito
“Bach: è filosofia tradotta in musica, è la vita!”. Nell’uscire incontro sua figlia che mi confida: “Ha una memoria pazzesca,
non solo si ricorda tutto ma tutti si ricordano di lui, in qualsiasi parte del mondo, lo riconoscono e lo fermano”.
Queste parole non fanno altro che confermare l’eccezionalità della persona che ho intervistato e che dobbiamo ringraziare
per aver contribuito a sostenere la nostra Parrocchia e con essa il suo Organo, il suo Comitato e i suoi Cittadini.

Testata
Bellusco Informa
Autore
Francesca Ravasi
Pagina
20
Pagina ove continua
21
Pagina pubblicata Martedì, 11 Dicembre 2018

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